di Antonio Mirone EnergyMed 2011, evento organizzato dall’ANEA (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), vetrina del Sud Italia sul mondo delle rinnovabili, dedicato all’Energia, riciclo ed alla mobilità sostenibile tenutosi presso la Mostra d’Oltremare di Napoli ha concluso i suoi lavori lo scorso 16 aprile 2011.

La tre giorni napoletana dell’EnergyMed 2011, che con la 4° edizione diviene un appuntamento annuale, ha posto alla ribalta le grandi potenzialità del Sud in materia di energie rinnovabili.

Dunque, l’EnergyMed diventa un’opportunità per un Sud capace di indirizzare le aspettative di tutti gli operatori del settore che potranno sinergicamente incidere sullo sviluppo di tematiche fondamentali per l’ambiente e l’economia.

Particolarmente interessante e vasta nell’edizione 2011 di EnergyMed è stata la “Sessione convegnistica” con la partecipazione di esperti dei vari settori, con iniziative speciali e premi assegnati a quanti si sono distinti nei vari settori.

Quindi EnergyMed 2011 ha aperto una finestra sulle principali novità delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, dell’edilizia sostenibile, del recupero di materia ed energia dai rifiuti e della mobilità sostenibile.

Però a fronte di una interessante proposta convegnistica, le ultime decisioni del Governo Italiano in materia di incentivi sul FV ha visto molte aziende che volevano esporre a Napoli, ritenendo il Mediterraneo e l’Italia un’area dalle grandi potenzialità, tirarsi indietro dopo l’emanazione del decreto.

A rischio, oltre al settore, sono i posti di lavoro, che nel solo Mezzogiorno contano ben 60mila unità così suddivise: nell’eolico circa 10mila addetti, nel solare fotovoltaico circa 5.700 e il comparto delle biomasse con circa 25.000 occupati. Il resto dei green jobs è distribuito tra il geotermico, il solare termico, il mini idrico, e le altre forme minori di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Di contro occorre anche osservare, come del resto convengono molti operatori del settore delle energie rinnovabili, che pur avendo un grande impatto sull’economia nazionale ancor prima di quella mondiale, è riduttivo parlare di energie rinnovabili circoscrivendo il proprio interesse al solo settore del fotovoltaico e quindi va dato atto agli organizzatori, in questo momento di incertezza per l’attesa entrata in vigore dei prossimi incentivi sul FV, di avere dato spazio a tutte realtà di un settore, che potranno dare il loro contributo alle scelte economiche in materia di energia sostenibile.

Pertanto, occorre agevolare la crescita del settore delle rinnovabili, puntando in particolare per il Sud Italia su alcuni settori con grandi potenzialità quali il fotovoltaico, il raffrescamento solare (solar cooling), la geotermia, il minidraulico e l’efficienza energetica, che opportunamente incentivato nell’ambito di un quadro normativo certo, possono dare un buon contributo alla copertura del fabbisogno energetico del Mezzogiorno.

Articolo scritto dall’ing. Antonio Mirone con quinquennale esperienza nella gestione e manutenzione di impianti tecnologici ed attualmente Energy Consultant per le strategie energetiche nella promozione del core business aziendale. Contatti Cell. 3336215205 – E-mail: antonio.mirone@gmail.com

La riscossa energetica del SUD Italia passa per le fonti rinnovabili
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